Matteo – “Questo è per te: Ti amo”

Matteo – “Questo è per te: Ti amo”

Matteo era un ingegnere informatico e aveva una bella vita. Nonostante la sua giovane età aveva un buon lavoro con un bello stipendio e alle spalle una famiglia felice che lo aveva sostenuto sin da bambino. Viveva la vita di tanti altri suoi coetanei con le gioie e le preoccupazioni che tutti prima o poi dovranno affrontare una volta nella vita. Non si aspettava però che la sua vita sarebbe stata destinata a cambiare per sempre. Durante un viaggio di lavoro aveva conosciuto Lavinia. Era stato un colpo di fulmine e nei pochi giorni che era stato lì avevano passato insieme ogni momento libero e non avevano assolutamente voglia di separarsi, tanto che Matteo decise di prolungare la sua permanenza per tutto il tempo possibile. La distanza, infatti, per loro sarebbe stata un problema più che per altri: infatti Lavinia era sorda e Matteo non conosceva il linguaggio dei segni. Purtroppo però la vita vera tornava a bussare alla porta e Matteo doveva necessariamente tornare a lavoro. Non poteva però rinunciare a lei, così ebbe un’idea. Avrebbe brevettato un software che attraverso una ricerca online avrebbe creato una libreria online del linguaggio dei segni. A quel punto sarebbe bastato scrivere una frase sulla tastiera del proprio PC per far comparire un video di traduzione nel linguaggio dei segni.
Matteo lavorò giorno e notte: non usciva più di casa, se non per andare a lavoro, non dormiva e non mangiava. Ma nel giro di qualche settimana riuscì a creare il software.
A quel punto bisognava solo provarlo e per farlo decise di fare una sorpresa a Lavinia. La ragazza, infatti, non sapeva a cosa stesse lavorando Matteo ma aveva capito che doveva essere qualcosa di importante.
Quel giorno Matteo la chiamò per la loro videochiamata ad un orario insolito e lei si stupì molto. Soprattutto perché invece del suo ragazzo che provava goffamente a salutarla vide un avatar con le sembianze di Matteo che nel linguaggio dei segni le diceva “Questo è per te: ti amo!”.

Non so se questa storia sia vera ma mi piacerebbe tanto che lo fosse. La vicenda di questi amanti immaginari mi ha ispirato un anello con due braccia incrociate: l’ultima parte della frase Ti Amo nel linguaggio dei segni.

 

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